Chi sono

Sono Francesco Vitellini, nato a Wuppertal (Germania) nel 1977. Attualmente vivo e lavoro a Milano.

Correva l’anno 2006 quando un amico, forse un po’ per gioco o per curiosità, mi chiese di tradurre dal tedesco all’italiano il romanzo Tadellöser & Wolff, di Walter Kemposwki. Che fosse per la poca esperienza o perché contemporaneamente lavoravo in un ufficio, mi servì un intero anno di lavoro (e, alla fine, per esigenze editoriali sono stato affiancato da un’altra brava traduttrice).

Da allora ho continuato a tradurre, sia dal tedesco (madrelingua) che dall’inglese, migliorando continuamente.
Negli anni che sono seguiti, ho tradotto opere letterarie, manuali, saggi, cataloghi e siti web.

Tradurre un testo in un’altra lingua è un’arte che mi affascina profondamente.
Il romanzo che tanto vi è piaciuto ha richiesto ore e ore di duro lavoro (perché è duro, ve lo posso assicurare) da parte di uno o più traduttori che si sono dedicati completamente al compito, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Provate a pensare: tutte le opere straniere che leggete in italiano sono state scritte da una persona che non è l’autore originale del testo: il traduttore. E poi, su quello stesso testo, hanno lavorato correttori di bozze, editor, impaginatori, grafici e così via.

Quel piccolo gioiello che tenete in mano e che vi offre così tante ore di avventure, riflessioni ed emozioni, ha richiesto davvero una notevole quantità di lavoro!

Essere un traduttore è una posizione di grande responsabilità. Negli anni, ho compreso che il traduttore ha tre doveri:

1 – Rispettare l’autore

2 – Rispettare l’editore

3 – Rispettare il lettore

A questi doveri se ne aggiunge un quarto, quando si parla di produrre una nuova traduzione di un testo già tradotto in passato:

4 – Rispettare i colleghi

Tradurre un testo è sempre una grande sfida. È necessario comprendere il pensiero dell’autore e conoscere a fondo l’opera che ci si appresta a rendere fruibile dai lettori che non conoscono la lingua originale. E, soprattutto quando si tratta di classici, quasi mai si ha la possibilità di entrare in contatto con l’autore (ho scambiato qualche email soltanto con Walter Kempowski: un grande onore!). Per cui, un traduttore si assume il rischio dell’interpretazione, entro certi limiti.

Una delle cose che che preferisco in assoluto nel mio lavoro è la profondità e la completezza con cui entro in un testo. Nessuno legge un libro come chi deve tradurlo. È un’esperienza affascinante, un’immersione totale.

Su questo sito troverete le opere che ho avuto il privilegio di tradurre.

Tuttavia, il lavoro di un traduttore non si esaurisce nelle grandi opere. Ho tradotto di tutto nella mia carriera, da brochure pubblicitarie a libretti di circolazione, da articoli per tesi di laurea ad articoli destinati al web.

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Elenco traduzioni (aggiornato di tanto in tanto)