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A last word – Ernest Dowson (1867-1900)

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Stilemi

Ernest Christopher Dowson
Ernest Christopher Dowson

Trad. da Francesco Vitellini

A Last Word

Let us go hence: the night is now at hand;
The day is overworn, the birds all flown;
And we have reaped the crops the gods have sown;
Despair and death; deep darkness o’er the land,
Broods like an owl; we cannot understand
Laughter or tears, for we have only known
Surpassing vanity: vain things alone
Have driven our perverse and aimless band.
Let us go hence, somewhither strange and cold,
To Hollow Lands where just men and unjust
Find end of labour, where’s rest for the old,
Freedom to all from love and fear and lust.
Twine our torn hands! O pray the earth enfold
Our life-sick hearts and turn them into dust.

***

Un’ultima parola

Andiamo, che la notte è ormai incombente,
esausto è il dì, e l’ali son volate,
cogliemmo messi ormai, da dèi donate;
angoscia e morte; il buio sulla gente
s’atteggia a gufo; non capiam per niente
risata e pianto, ché sol ci fuor date
grandiose vanità: sol vanitate
pel nostro gregge marcio e incocludente.
Andiamo, in un estraneo e freddo piano,
in Lande Vuote in cui l’uomo giusto e il rio
smetton le prove, e in pace sta l’anziano,
mondi d’amor, paura e di desio.
Lega le mani! Oh, terra, ti preghiamo,
muta i cuori sfiniti in grani fiochi.


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